October 7, 2008
«Il cinema postmoderno è fun. Nei grandi multiplex, nelle istallazioni di Home Cinema, siamo presi come bersagli e arruolati - difficile sfuggire alle sue sollecitazioni pavloviane. Si rivolge alla nostra pancia, bombardandoci di immagini-sensazione pirotecniche, e al contempo alla nostra testa, bombardandoci di allusioni, di riferimenti e di strizzatine d’occhio (immagini di immagini che siamo lusingati di riconoscere). Ci porta via, ci rapisce, più che raccontarci delle storie - un nuovo carrello in avanti a tutta velocità e a distanza focale corta, ed eccoci di nuovo imbarcati nella vertigine. I suoi personaggi parlano poco - non credono più ai grandi racconti - ma sono cool. Si accontentano della trasformazione del mondo in spettacolo.» (Laurent Jullier, “il cinema postmoderno”)

«Il cinema postmoderno è fun. Nei grandi multiplex, nelle istallazioni di Home Cinema, siamo presi come bersagli e arruolati - difficile sfuggire alle sue sollecitazioni pavloviane. Si rivolge alla nostra pancia, bombardandoci di immagini-sensazione pirotecniche, e al contempo alla nostra testa, bombardandoci di allusioni, di riferimenti e di strizzatine d’occhio (immagini di immagini che siamo lusingati di riconoscere). Ci porta via, ci rapisce, più che raccontarci delle storie - un nuovo carrello in avanti a tutta velocità e a distanza focale corta, ed eccoci di nuovo imbarcati nella vertigine. I suoi personaggi parlano poco - non credono più ai grandi racconti - ma sono cool. Si accontentano della trasformazione del mondo in spettacolo.» (Laurent Jullier, “il cinema postmoderno”)